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20 giugno 2008 14:27:22

20 giugno 2008

Books Blog

“Mariti e pidocchi” di Giovanna Fiume

giovanna fiume, xl edizioni, mariti e pidocchi Mariti e pidocchi. Storia di un processo e di un aceto miracoloso, XL Edizioni, di Giovanna Fiume ricostruisce, in forma romanzata, vicende di vita coniugale della Palermo di fine settecento. E’ la narrazione di una storia vera, raccontata attraverso la ricostruzione delle parole di un cancelliere di tribunale.

Giovanna Bonanno è una vecchia vedova mendicante, conosciuta come la “vecchia dell’aceto”. Vende la sua acqua miracolosa alle donne desiderose di disfarsi dei propri mariti. I divorzi non consensuali vengono tollerati dalla società come una forma di magia e di stregoneria.

La pozione in realtà, a base di arsenico, è prodotta da un aromatario per eliminare i pidocchi, ma viene utilizzata dalla vecchia per far soldi, come soluzione magica in grado di risolvere situazioni coniugali difficili.

Atti processuali e testimonianze raccontano frammenti di vita sessuale e coniugale all’epoca della rivoluzione francese. L’azione giudiziaria del tribunale, influenzata dalle idee illuministiche, porta alla luce la verità. Smaschera l’armamentario magico della vecchia mendicante, ne rivela la superstizione di fondo e la condanna a morte per impiccagione.

Fonte | Adnkronos

di luca v.

“La camera viola” di Mauro Casiraghi

La camera viola. E’ questo che ricorda di un giorno della sua adolescenza Sergio. Una donna nuda, di spalle, in una camera viola. E’ un ricordo prepotente che si porta dietro dopo aver rischiato la vita e perso pezzi di memoria in seguito ad un incidente.

Sergio è un uomo buono. A tratti un uomo qualunque. Separato, con una figlia con cui ha avuto un rapporto altalenante. Una ex moglie isterica e vendicativa. Amici indecisi sulla vita. E qualcosa da conquistare. Un ricordo, un passato, il futuro. Semplicemente se stesso.

La camera viola di Mauro Casiraghi (Fazi Editore) è un romanzo intenso e commovente. Delicato come la carezza di un lenzuolo d’estate. Scorre veloce nella lettura, conquista e rapisce il lettore con uno stile impeccabile ed una linearità da premiare.

Un libro da cui farsi accompagnare in vacanza e poi, nella cultura degli amanti del libro, da regalare a chi si vuole bene alla prima occasione.

La camera viola
Mauro Casiraghi
Fazi Editore
2007
254 pp., € 13,50

di Manila B.

Lipperatura

C-RIMINI

La vostra eccetera è in partenza per Rimini (non per vacanze: presentazione numero 56). Vi lascio con la recensione di Crimini italiani uscita oggi sul quotidiano. State, come sempre, bene.

Bisogna saper guardare, avverte Giancarlo De Cataldo nella nota introduttiva a Crimini italiani (Einaudi Stile Libero, pagg.538, euro 19.80). Bisogna addentrarsi nel buio, aggiunge, e scavare nelle gallerie segrete del nostro paese per comprendere se la sua vita reale coincide con la percezione che ne abbiamo.

  In questo senso, la seconda antologia di noir italiano, uscita a qualche anno di distanza dal fortunato capostipite Crimini, centra il bersaglio. E lo fa al momento giusto, nel tempo in cui il paese medesimo si autoinfligge la paura come condizione esistenziale, spesso contro ogni logica e a volte contro la statistica. Gli italiani, come è noto, vedono se stessi come cittadini inermi, esposti ad un pericolo che non meritano, blindati in un perenne stato d’assedio contro un male straniero. Ma gli undici scrittori che raccontano il paese da Nord a Sud (dalla Val d’Aosta a Matera, da Bari ad Asti, da Genova a Campobasso, dall’Abruzzo a Bolzano), sostengono che la verità è un’altra, e che è un altro anche il male.

   Furbizia, amore per le scorciatoie, disprezzo per la giustizia: questi i miti comuni, questa l’unità d’Italia narrata dagli autori che hanno partecipato all’antologia. Con due tematiche che attraversano tutti i racconti: il delitto individuale della brava gente (che si innesta, a volte senza neanche saperlo, nel grande Sistema Criminale) e la distorsione del vero che riguarda non soltanto la collettività, ma anche i singoli. Molti dei personaggi convivono, infatti,  con un’identità segreta. A volte, sono i primi a non sapere chi siano davvero. 

  Una costante schizofrenica narrata in modo esemplare nel racconto che chiude l’antologia, Niente di personale, di Carlo Lucarelli: serratissima partita a due fra una poliziotta leale e innamorata di suo marito e l’uomo che doveva essere il suo assassino. Ovvero, un killer che deve le proprie fortune all’aspetto ingannevole, “morbido, paffuto, tenero”, dietro cui si cela una consapevole ferocia. Wu Ming, in Momodou, svela invece il meccanismo con cui la verità muta e sbiadisce dopo ogni passaggio. La morte di un immigrato viene dunque narrata  a ritroso, dalla sbadata cronaca giornalistica conclusiva fino alle premesse che si annidano nell’infanzia della vittima e del suo assassino: ai tempi in cui ognuno dei due immaginava di essere la persona opposta rispetto a quella che sarebbe diventata.

    Il delitto che si compie in Non è vero di Diego De Silva sembra addirittura una faccenda minore:un  chirurgo subisce le pressioni di un avvocato per operare un mafioso sotto falsa identità. Ma a sua volta il medico ha un segreto, la relazione con l’anestesista Sara, e Sara stessa si troverà a dover cercare una verità che è ancora al di sotto dell’intreccio di menzogne che vorrebbe spezzare. Qualcosa di affine avviene nel magistrale gioco di incastri di Massimo Carlotto in Little Dream, dove delitto si somma a delitto, e dove il peggiore è  quel che si cela in una clinica per curare i disturbi dell’alimentazione.

   La via del rispecchiamento fra realtà percepita e cuore nero dell’Italia viene seguita da tutti: Sandrone Dazieri, Giorgio Faletti, Marcello Fois, Giampaolo Simi, Loriano Macchiavelli. In alcuni serpeggia un possibile sconfinamento, un’allusione appena percepibile a mondi altri: avviene non soltanto in La doppia vita di Natalia Blum, scritto da un Gianrico Carofiglio che sembra Poe, ma nel racconto di Giancarlo De Cataldo, Neve sporca, dove una classica vicenda di narcotraffico trova una risoluzione imprevista grazie ad un padre privato della figlia, e ad una lupa che appare misteriosamente in una tormenta di neve.

   Qualunque sia la strada scelta, il risultato è quello di far combaciare, infine, i tasselli perduti, ricostruendo l’immagine di un paese che ha a disposizione un’ enorme quantità di informazioni, ma scarsissima memoria: e che di un evento, per spaventoso che sia, conserva traccia solo nella manciata di giorni in cui la notizia scivola dalle prime pagine dei giornali a quelle interne, per poi diventare trafiletto e infine svanire.  A meno che qualcuno non lo raccolga e lo rielabori: con passione, e con i toni (epici,sì)  che sono necessari per non dimenticare.

 

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di lalipperini

Books Blog

Esami di maturità: l’analisi del testo

La scelta del Ministero di proporre nuovamente una poesia di Montale come analisi del testo per la prima prova della maturità, a distanza di pochi anni, ha sorpreso molti degli studenti e degli addetti ai lavori.

La poesia selezionata è stata Ripenso il tuo sorriso, tratta dalla raccolta Ossi di Seppia. Questo il testo completo del componimento:

Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un’acqua limpida
scorta per avventura tra le petraie d’un greto,
esiguo specchio in cui guardi un’ellera i suoi corimbi;
e su tutto l’abbraccio di un bianco cielo quieto.

Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto si esprime libera un’anima ingenua,
o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un’ondata di calma,
e che il tuo aspetto s’insinua nella memoria grigia
schietto come la cima di una giovinetta palma…

L’analisi richiesta verteva su una comprensione del testo e uno studio delle immagini simboliche e delle allitterazioni, con un’interpretazione personale basata su altri testi o sul contesto storico del periodo.

Quanti dei nostri lettori stanno facendo la maturità quest’anno? E quanti hanno scelto l’analisi del testo come traccia per la prima prova scritta? E soprattutto, quanti di voi si erano accorti dell’errore di cui si sta tanto parlando in questi giorni?

di simone

“101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita”, di Ilaria Beltramme

101 cose da fare a roma Se si abita a Roma, come la sottoscritta, la prima cosa che viene automatico fare, prendendo in mano questo libro, è scorrere l’indice per vedere quante di queste “101 cose” sono già state fatte. E, devo ammettere, le mie sono veramente poche! Siamo qui ben lontani dagli itinerari per gruppi di turisti organizzati, che arrivano in pullman e vanno in giro con il cappellino e la guida davanti a tutti che alza l’ombrello. Questo libro di Ilaria Beltramme (Newton&Compton, € 13,90) è molto di più, è un modo per vivere veramente la città, da romano.

Qualche esempio? Salire in cima alla Cupola di San Pietro, Gustarsi il tramonto dalla terrazza di Castel Sant’Angelo, Fare il giro dei caffè più buoni della città, Rivivere la nascita di Roma sul Palatino, Dare la caccia ai resti delle mura serviane dal Campidoglio all’ Aventino, Preparare un viaggio alla Librería del Viaggiatore in via del Pellegrino, Mangiare i carciofi alla giudìa (è scandaloso se dico che non li ho mai mangiati? Temo di sì), Rinfrescarsi con la grattachecca (confermo!), Fare il giro dei “cornettari” di notte (adorabile passatempo quando ormai la serata è finita…), Comprare libri usati a piazza Esedra, Mangiare la pizza a San Lorenzo (sono qui per appositi consigli), Andare al mare con il trenino per il Lido (in realtà questo lo sconsiglio spassionatamente).

Più moltissime altre, comunque non semplicemente enumerate, ma con una dettagliata spiegazione dietro ogni punto. Tutte cose per sentirsi veramente parte della città, dedicato anche a chi non ci abita, per non sentirsi un semplice turista.

di cleide

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Giallo milanese - bando di concorso

Giallo milanese - bando di concorso [2008-06-19]

1) La Casa Editrice ExCogita …

di www.zam.it

Filari in versi - bando di concorso

Filari in versi - bando di concorso [2008-06-19]
Il bando di concorso Premio Internazionale di poesia Filari in versi si rivolge a opere inedite di P …

di www.zam.it

Carta canta

Carta canta [2008-06-19]

Carta …

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Ritorno Andando - Alessandra Galdiero

Alessandra Galdiero. Ritorno Andando [2008-06-19]

di www.zam.it

19 giugno 2008

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Reading di giovani scrittori a Padova

Reading di giovani scrittori a Padova [2008-06-19]
Il sito del Progetto Giovani di Padova dedica uno spazio alla scrittura promuovendo un’iziativa che …

di www.zam.it

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Harry Potter, record di vendite

salani,harry potter,rowling La saga letteraria in sette libri di J.K.Rowling ha superato i 400 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Un record, ancora lontano dai numeri della Bibbia, ma che piazza il maghetto di Hogwarts fra i libri più venduti del mondo.

I sette libri della saga, fin dalla prima pubblicazione del 1997, Harry Potter e la pietra filosofale, sono stati tradotti in 67 lingue. Se i numeri della Bibbia, che dal 1815 è stata tradotta in 2.233 lingue e dialetti, sono irraggiungibili, i 900 milioni di copie del libro rosso di Mao Zedong, le cui vendite hanno subito un netto rallentamento, sembrano decisamente alla portata.

L’ultimo libro della saga, Harry Potter e i doni della morte, stampato nella prima edizione americana in 12 milioni di copie, punta a superare questo record. Dopo il prequel della Rowling battuto in un’asta di beneficenza, il successo di Harry Potter, sebbene l’autrice non abbia confermato la continuazione della serie, non sembra destinato ad interrompersi. I numeri lo pretendono quanto lo sperano i fan. Aspettiamoci un nuovo capitolo della saga.

Fonte | Guardian

di luca v.

“Gashapon hunter” di Deborha Daniele

Sono ovunque attorno a noi. A volte si fanno notare, altre volte sono insospettabili. Prima o poi tutti ci siamo avvicinati a loro, alla loro passione, alla loro…collezione. Forse, anche noi siamo dei Gashapon hunter.

Chi non ha mai messo un euro in una di quelle macchinette che si trovano un po’ ovunque per conquistare un Hello Kitty, un Simpsons o - peggio! - un piccolo Winnie The Pooh? E chi, confessate, non ha mai appeso uno di questi pupazzetti da qualche parte, cellulare, borsa o specchietto dell’auto?

I Gashapon hunter sono i “malati” di questo collezionismo. E a raccontarceli è Deborha Daniele, nel suo libro/manuale, opera prima della nuovissima casa editrice Jar edizioni. Classe 1973, la Daniele è un’illustratrice che da tempo osserva e si sente circondata da questi pupazzetti e da chi li colleziona. Nel suo libro, con un linguaggio scaltro ed uno stile piacevole, ci porta a comprendere questa nuova mania di collezionismo made in Japan, facendo le giuste distinzioni tra i diversi “stati” della mania e portandoci nel mondo di questi pupazzetti (che sono molto di più dei ciondolini al cellulare!).

Un libro-manuale simpatico e scorrevole, da leggere con piacere e regalare. Una prima prova della casa editrice e della brava illustratrice che apre la strada editoriale nel migliore dei modi.

Deborha Daniele
Gashapon hunter
Jar edizioni
2008, 136 pp
12,00 euro

di Manila B.

La poesia chiude il Festival delle letterature di Massenzio

Mentre c’è imbarazzo al Ministero (e panico tra gli studenti) per l’errore nella traccia del tema di maturità su Montale, che ci fa capire quanto la poesia possa essere maltrattata nel nostro Paese, sarà proprio la poesia a essere protagonista dell’ultimo appuntamento del Festival delle letterature di Massenzio.

Stasera alle 21 si terrà infatti la serata conclusiva, dedicata all’arte poetica, con una serie di ospiti importanti per il panorama italiano contemporaneo che presenteranno propri inediti.

Mentre in video parteciperanno Andrea Zanzotto e Alda Merini, sul palco si alterneranno Antonella Anedda, Milo De Angelis, Silvia Bre, Franco Loi, Patrizia Cavalli, Valerio Magrelli, Patrizia Valduga, Valentino Zeichen. Le letture saranno accompagnate al pianoforte da Enrico Pieranunzi.

di Roberto

Lipperatura

SE…

Se fossi la Ministra dell’Istruzione, non me la prenderei  più di tanto con colui/colei/coloro che è/sono responsabile/i della strepitosa gaffe su Montale, nel relativo tema per la maturità.
Mi chiederei invece quante volte si ripetono distorsioni, errori, superficialità di questo genere nel corso del/degli anni scolastici. Meno clamoroso, ma molto più grave.

Se fossi la Ministra, rifletterei anche sui temi a sfondo sociale/storico/politico. Argomenti lodevolissimi: la Costituzione, la sicurezza sul lavoro, la percezione del diverso, l’emancipazione femminile. E mi chiederei la stessa cosa: quale preparazione, nella maggioranza dei casi, è stata data sugli argomenti medesimi nella quotidianità scolastica? Perchè una delle maturande intervistate, che ha scelto il tema sulle donne, ha trillato felice di aver parlato delle crocerossine?

Se fossi la Ministra, infine, organizzerei immediatamente una commissione, o qualcosa di analogo, che legga e analizzi con serietà i famigerati “temi sugli sms”, come sono stati prontamente marchiati. Affinchè cerchino di comprendere un mondo a cui troppo spesso gli insegnanti, il mondo accademico, gli osservatori tanto colti e tanto preparati, voltano le spalle. Ai membri di quella immaginaria commissione, fornirei copia di un saggio di Henry Jenkins, il secondo a venir tradotto in italiano dopo Cultura convergente, anche se gli scritti che vi sono contenuti sono precedenti: si chiama Fan, blogger e videogames ed è in uscita per Francoangeli.  E chiederei loro di memorizzare subito quel che scrive Jenkins nell’introduzione, raccontando di come in America, fin dagli anni Novanta, i fan (quelli che scrivono anche sms, ma che non necessariamente usano il linguaggio sms nelle loro scritture destinate alla carta o al web. Anzi) e gli accademici abbiano iniziato a parlarsi, con vicendevole profitto. Scrive, per l’esattezza, Jenkins: “Non potevamo certo tenere alla larga i fan neppure se avessimo voluto, e quanti sono passati dall’altra parte hanno ripetutamente messo in luce le proprie capacità”.

Stamattina avverto una riprovevole tendenza all’utopia. Pardon.

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di lalipperini

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Inoltra questo libro a cinque amici, che se no porta sfortuna: l’intervista

copertina_010101Qualche giorno fa vi abbiamo parlato di una nuova raccolta di racconti pubblicata su Lulu, Inoltra questo libro a cinque amici, che se no porta sfortuna. Come preannunciato, alcuni degli autori hanno acconsentito a pubblicare su queste pagine i loro racconti, che potrete leggere nelle prossime settimane.

Oggi invece vi proponiamo una breve intervista a Luigi Fattore, il copywriter di origine napoletana che ha promosso e coordinato l’iniziativa. Buona lettura.

Com’è nata l’idea di questo progetto?

È nata da una constatazione: avevo scritto un racconto fatto di scambio di mail (Prova d’amore, che ora è nel libro) e mi sono reso conto che si trattava di una forma di scrittura fertile. Le storie che si potevano raccontare erano infinite. Il linguaggio è un ibrido, viaggia tra l’informalità del dialogo e l’attenzione che invece si dedica alla lingua scritta. Nel complesso, quindi, era una bella sfida. Ho deciso quindi di chiedere a un po’ di amici di scrivere un racconto così fatto, senza far loro leggere il mio, giusto per non influenzarli. E così è partito quello che poi è diventato Inoltra questo libro a cinque amici che se no porta sfortuna.

Perché avete deciso di pubblicare su Lulu?

Noi giovani autori siamo sempre alla ricerca di attenzioni, di una vetrina, di concorsi a cui partecipare, del consiglio di un amico. Per una volta ci siamo detti “Proviamo a crearcela da sola questa vetrina”. Lulu ci è sembrato un buon punto di partenza: un mercato nuovo, tutto da scoprire, e che si sposava perfettamente con l’idea di un libro fatto di mail perché entrambi sono frutto di internet.

Che rapporto hai con gli altri scrittori?

C’è di tutto: ci sono amici, conoscenti, colleghi e persone di cui ancora oggi non ho avuto il piacere di conoscere il volto. C’è un nucleo di scrittori che come me provengono da Subway, vincitori del concorso under 35 che premia con la pubblicazione nei JukeBox Letterari a Milano, Roma, Napoli, Venezia… sono sette dei 23 componenti. Un altro gruppetto orbita nel mondo della pubblicità. Altri sono amici di amici, persone che amano scrivere e una volta sentito del progetto hanno aderito con entusiasmo. E noi siamo stati contenti di farli entrare tra i 23.

C’è qualcos’altro che vuoi aggiungere sulla nascita e lo sviluppo di questo progetto?

Mi piace sottolineare che tutto è avvenuto via mail: il contatto tra gli autori, l’invio dei racconti, lo scambio di idee… ci siamo calati totalmente nel progetto. E ci piacerebbe molto anche avere i pareri dei lettori via mail… ecco perché nella parte finale c’è una sezione un po’ particolare, dove ciascuno degli autori si presenta a modo suo lasciando anche il proprio indirizzo mail. Quindi se vi va potete scriverci, insultarci, fare domande… e chissà magari da queste mail potrebbe nascere qualche altro racconto.

di simone

E’ morto Mario Rigoni Stern

mario rigoni stern Il 16 giugno è venuto a mancare Mario Rigoni Stern, ad Asiago, dov’era nato, all’età di 86 anni. I funerali, svoltisi il 17 giugno, sono stati strettamente privati; era presente solamente la famiglia dello scrittore.

Mario Rigoni Stern ha scritto uno dei romanzi più letti del secolo scorso, soprattutto in ambito scolastico, “Il sergente nella neve” (1953), autobiografico, dove racconta della propria esperienza di sergente degli Alpini nella ritirata di Russia durante la seconda guerra mondiale. Quest’opera fu pubblicata grazie ad Elio Vittorini, che segnalò l’autore alla casa editrice Einaudi.

Oltre all’esperienza della guerra, lo scrittore visse anche la terribile realtà del lager, dal ‘43 al ‘45, anno in cui torna alla sua terra e comincia a riversare nella scrittura tutti gli orrori vissuti in quegli anni. Accanto al tema della guerra, le altre sue pubblicazioni sono segnate da un grande amore e rispetto per la natura, come “Il bosco degli urogalli” (1962) e “Uomini, boschi e api” (1980). Proprio a causa di questa sua sensibilità nei confronti della natura, nel 1998 l’Università di Padova gli conferì la Laurea ad honoris causa in Scienze ambientali e forestali, e inoltre nel 2007 gli è stata conferita anche la Laurea honoris causa in Scienze Politiche, dall’Università di Genova.

“Il sergente nella neve” è diventato, nell’ottobre 2007, uno sceneggiato televisivo (”Il sergente”) andato in onda su “La 7″, diretto da Marco Paolini.

di cleide

18 giugno 2008

zam_autori

John Lennon

Autore John Lennon inserito 2008-06-18

di www.zam.it

Gianni Perrelli

Autore Gianni Perrelli inserito 2008-06-18

di www.zam.it

zam_news

E’ morto Mario Rigoni Stern

E’ morto Mario Rigoni Stern [2008-06-18]
Lo scrittore italiano, da tempo malato, è morto ieri sera ad Asiago nella città in cui era nato e ne …

di www.zam.it

zam_recensioni

Habana Libre - Gianni Perrelli

Gianni Perrelli. Habana Libre [2008-06-18]

di www.zam.it